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A CASA DI MADRE NATURA

7 febbraio 2011

di Anna Torgler

… e il mare mi buttò in faccia tutte le verità che non riuscivo a dire a me stessa e per questo scappai da lui e mi rifugiai nella mia amata vigna …

 

No! , non sono pazza, sono solo una delle tante persone rapite dalla ricchezza e dalla forza, della più contraddittoria isola del Mediterraneo: Pantelleria.

Piccola per estensione, grande nelle sue diversità.

Italiana da un punto di vista geopolitico ma araba come cultura ed architettura.

Selvaggia e spietata se non la accetti per com’è; dolce e appagante se ti fai coccolare dai suoi stessi limiti.

Lo so, si capisce che sono di parte quando parlo dell’isola ma chi di voi ci è stato mi può capire.

Qui si sente il rumore del silenzio e la quiete del vento.

 

Prima di arrivare ci si immagina un pezzo di terra in mezzo al mare pieno di vigne e capperi, invece questo è solo quello che Lei vuol farci credere.

L’isola ha tutte le sue piccole e grandi verità ben nascoste nel suo interno e, solo capendo come prenderla, si può essere invitati ad entrare.

E’ un’isola che vive per la sua apparenza nonostante sia un luogo in cui tutte le emozioni, i profumi, la realtà stessa si amplificano quasi a scoppiare.

Questa ricchezza si apprezza prima di tutto attraverso il terreno: vulcanico, minerale, aspro e duro in cui la vite soffre, combatte, cresce.

Si possono trovare cultivar di catarratto, pignatello, garignano e alicante ma la maggior parte dell’isola è vitata a Moscato d’Alessandria ovvero Zibibbo da cui si ottiene il Passito, il Moscato, il Passito Liquoroso e il vino da tavola.

Qui il Moscato d’Alessandria, vitigno di origine e diffusione araba, si esprime al suo massimo, si hanno infatti due vendemmie a distanza di un mese sulla medesima pianta. Questa “doppia fioritura” è data da una serie di motivi concomitanti. Innanzitutto si riscontra una predisposizione genetica del vitigno a portare a maturazione più d’una florescenza (ci sono infatti alcune piante che possono dare anche una terza fioritura che si comincia a raccogliere verso fine ottobre); praticamente quello che nella maggior parte degli altri vitigni viene chiamato “aborto della vigna” (una seconda florescenza che non arriva a maturazione e che viene quindi recisa per non stressare inutilmente la pianta) qui arriva a maturazione e viene vinificata. Oltre alle ragioni genetiche, di rilevante importanza è il metodo di potatura e il terreno ricchissimo di sostanze nutritive per la pianta.

Lo Zibibbo viene coltivato con il sistema d’allevamento ad alberello pantesco basso. L’alberello è coltivato in buche circolari profonde sino a 50-60 cm, per difendere la pianta dal vento e per ottenere un microclima che le permetta di superare i periodi di siccità. Questa tecnica permette di ottenere produzioni caratterizzate da intense cariche aromatiche, tuttavia necessita di tecniche colturali quasi interamente affidate al lavoro manuale dell’uomo.

Per i pochi che ancora seguono una lavorazione tradizionale si prevede che la prima vendemmia, che si svolge tra agosto e metà settembre (dipende chiaramente da zona a zona secondo l’altitudine e l’esposizione), venga totalmente appassita in modo naturale al sole in un lungo processo che dura quattro settimane circa; con la seconda raccolta, tra metà settembre e fine ottobre, si procede a creare una base vino che verrà poi aggiunta di uva passa.

Il processo di appassimento naturale al sole è molto laborioso, il grappolo infatti, dopo esser stato steso dirimpetto ai muretti che delimitano i terreni, deve venir periodicamente girato, curato e rigirato in modo che si possa asciugare bene da una parte e dall’altra. L’uva dovrà perdere circa i 2/3 del suo volume e “abbronzarsi” al sole fino a somigliare ad una fava di cacao. Questa operazione è impegnativa dal punto di vista fisico in quanto si è inginocchiati a terra davanti allo stenditoio su ghiaia sotto il sole cuocente tutti i giorni per un mese circa.

Per la produzione del Passito e del Moscato alla “base vino” ottenuta con le uve della seconda vendemmia (dette sganguna in pantesco) si aggiunge una percentuale di uva passa, sgrappolata e diraspata a mano, raccolta in sacchetti di rete e lasciata per un periodo a contatto con il vino in un processo di infusione. La differenza tra Passito e Moscato sta proprio nella percentuale di uva passa lasciata in infusione nel vino; per il Moscato si prevede infatti una percentuale di passula non superiore al 20% del volume del vino, mentre invece per il Passito il disciplinare parla di una quantità non inferiore al 55%. I primi “enologi” arabi e panteschi, che in diverse epoche vinificavano questa uva procedevano, durante e dopo l’infusione, a delle lunghe maturazioni in piccole botti di legno. Queste si dice che all’inizio venissero fatte con il cedro, in quanto nell’Africa settentrionale si coltivava molto di questo legname perché veniva usato per fabbricare imbarcazioni.

Oggi tutto il processo di vinificazione avviene in cisterne di acciaio e solo una piccolissima nicchia di produttori affina il prodotto in legno.

Purtroppo gli alti costi che bisogna sostenere per una produzione tradizionale ha portato molti produttori a innovazioni sulle tecniche di appassimento e lavorazione dell’uva che hanno abbassato la qualità e la tipicità del prodotto.

Girovagando per l’isola si ha comunque la possibilità di fare incontri e visite molto interessanti dal punto di vista enologico. Tre piccoli produttori in particolare valgono, per ragioni diverse, di essere visitati. Primo fra tutti la cantina in contrada Bukkuram di Marco De Bartoli. Un’iniezione di energia, di terra e di sole. Il suo passito scuro, con riflessi dorati, vi rapirà sorso dopo sorso risucchiandovi in un vortice di storie ed aromi piacevolmente scioccanti anche per i palati più raffinati.

Dirimpettaio di De Bartoli è Fabrizio Basile giovane ma apprezzato produttore che vi intratterrà, tra una degustazione e l’altra, con divertenti storie ed aneddoti sull’isola e i suoi abitanti. Ultimo, ma non per importanza, è Salvatore Ferrandes situato nella bellissima Piana di Ghirlanda. Lui, uomo pacato e riservato, produce un passito molto elegante e coinvolgente con la collaborazione dello stimato enologo siciliano Salvo Foti.

 

Per quanto io possa continuare a scrivere non riuscirò comunque a trasmettervi le sensazioni e le emozioni che provereste se foste qui. Il mio consiglio è di prendere il primo volo e scoprire cosa si prova ad essere ospiti a casa di Madre Natura.

Buon viaggio!

Anna

 

    

Eppur si muove…

9 febbraio 2011

… ore 16 inizia il primo “corso interno” di avvicinamento al vino con Ida, Mattia, e Matteo “pinta” Pintaudi un amico fulminato dal vino sulla via di una laurea in Biologia (ah, non ricordo l’indirizzo specifico non me ne vorrà spero).

Panico, imbarazzo, vergogna, stare dalla parte di chi spiega senza uno straccio di scaletta né di programma è dura!!!

Ma vengo salvato da… Benjamin Zidarich!!!! Da oggi orgogliosamente presente nella carta vini enocratica!!!

Comunque esploriamo con brillanti risultati due delle tre fasi della degustazione, la visiva e la gustativa, facendo prove e tentativi sino ad identificare nettamente le sensazioni derivanti da acidità sapidità e dolcezza… l’avventura è appena iniziata, programmata ad oggi tutti i mercoledì pomeriggio dalle 16 alle 18 circa @enocratia #vinodunquesisto, intenzione è quella di poter sviluppare un sistema ed un programma per poter condividere con voi queste chiacchierate informative in maniera divertente e “gustativa”, produrremo schede di degustazione e approfondimenti su vitigni ed enografia, insomma restate in ascolto e commentate, criticate, partecipate!!!

 

Sembravamo assopiti invece… J

Davide

 

Menù Enocratia “à la carte”

9 febbraio 2011

In attesa del sito internet istituzionale (che giurano e spergiurano sara pronto a brevissimo), pubblichiamo in questi spazi che in realtà sono più che comuni, il Menù ancora in vigore.

Ci auguriamo di poter pubblicare il prossimo (dal 15/02/2011) negli spazi enocraticamente dedicati, intanto buona lettura!

Davide

Aggiornamenti “enocratici”…

8 febbraio 2011

Enocratia, 26 Novembre 2010 Occhipinti&LaStoppa

20 novembre 2010

Vino in “Rosa”! Dopo la serata “maschia” con Nino e Massimiliano eccoci di nuovo in Sicilia ed Emilia Romagna ma tutto al Femminile! Degustazione & Cena con menù in abbinamento ai calici di Arianna ed Elena, con la partecipazione di uno “cheffo” misterioso…

25 Novembre 2010 BARRACO & CROCI

20 novembre 2010
Si accendono i riflettori e sotto chi c’è??
Antonino Barraco e Massimiliano Croci presenti!
Belli Bravi Simpatici Veri e, qualora fosse necessario dirlo…. BUONI!!!
Sono gioie e soddisfazioni, da condividere e godere! Non perdetevele!
Vi aspettiamo numerosi!
Enocraticamente Vostri,
Davide ed Anna
Programma serata!

Che fine ha fatto…

8 novembre 2010

… Carmen Sandiego?! Citando un noto programma televisivo… E Davide?? Non si e’ perso nel mondo? Perso nei luoghi più disparati? No, anzi, e’ in quel di Milano… Perso nella nuova grande avventura Enocratica… Un locale in centro e milioni di cose a cui pensare www.enocratia.com! Così succede che non si scriva per un po’… Ma indovinate? Sono tornato! Anzi, sto tornando :) , dal Merano Wine Festival, bellissima esperienza, battesimo avvenuto! Era la prima e credo di non sbilanciarmi dicendo che non sara’ l’ultima volta! Scrivere in auto mi crea scompensi quindi passo e chiudo per ora, intanto batto un colpo!
A presto,
D.

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